Thoughts of the FSFE Community (it)

Friday, 19 October 2018

Ciao! Tra poco conto di fare una nuova guida che parli di una delle nuove soluzioni per fare bot…

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 18:06, Friday, 19 October 2018

Ciao! Tra poco conto di fare una nuova guida che parli di una delle nuove soluzioni per fare bot, dato che AltervistaBot è deprecato. Aggiorno rapidamente questa con i link nuovi e l’avviso. La base la trovi su http://t.me/AltervistaBotIT/36

Saturday, 22 September 2018

Arrivano i telefonini con la pubblicità integrata. Che storia è questa?

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 13:20, Saturday, 22 September 2018

Dopo i Cookie sulla TV non poteva non arrivare questo. Alcuni telefoni economici hanno degli AD nelle schermate di sistema.

Il business model di alcune società è parecchio variegato e tra i settori di business rientra naturalmente la pubblicità, il motore che sino a poco tempo fa faceva girare l’economia del web. Poi si ha incominciato ad esagerare e sono arrivati gli adblocker e sappiamo tutti com’è finita. C’è però un tipo di pubblicità che non si può bloccare. Xiaomi ha deciso di includerla nel proprio business model. Voi mi direte, com’è che i telefoni cinesi costano così poco? Anche grazie a cose del genere.

<figure><figcaption>Fonte: Imgur</figcaption></figure>

A quanto pare, la maggior parte delle App di Sistema contiene gli annunci e non c’è niente che si possa fare a parte scegliere un’altra marca o uno Xiaomi edizione con l’OS Google Stock, che non dovrebbe contenere né modifiche né ADS.

Questa condotta commerciale a lungo andare a cosa ci porterà? A popup che appaiono sullo schermo mentre chiamiamo? Ricordiamoci che il telefono è e rimane comunque di nostra proprietà perché pagandolo è diventato nostro, anche se terribilmente economico. Ci dovremmo quindi ribellare a questo tipo di pratica commerciale, però continuiamo ad accettarne le EULA. Ma c’è sempre la possibilità di installare un altro OS. 😆

Alla fine, però, queste aziende potrebbero decidere di cambiare le condizioni di vendita, in un modo o nell’altro, ed imporre determinate clausole, tra cui quella di non poterne fare quello che ne vogliamo. Rifletteteci su.

Thursday, 02 August 2018

Perché il modem libero è in realtà una vittoria di Pirro

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 10:19, Thursday, 02 August 2018

TIM e Vodafone già inseriscono costi di attivazione pari al costo del modem.

Mentre i clienti lo aspettavano, gli operatori si sono già organizzati.

<figure></figure>

Il tanto atteso modem libero è finalmente realtà. L’AGCOM ha approvato una delibera che fa in modo che gli operatori non possano più imporre i propri modem e quindi anche i famosi costi di noleggio e/o di acquisto, consentendo un risparmio in bolletta. Ma è davvero così? Proprio no.

Già da tempo, infatti, i nostri amici sono già corsi ai ripari imponendo costi di attivazione pari (se non superiori) a quelli che comportava l’acquisto e/o noleggio del modem. Il modem (che alla fine vale sempre poco e niente, rispetto ai costi sostenuti) viene offerto in comodato d’uso gratuito.

TIM ti fa pagare il servizio TIM Expert, ad un costo di 5,90€ al mese per 48 rate o varie altre formule di rateizzazione, per un costo totale di 283,20€. Vi ricorda mica il costo del router. Noooooo…..

Vodafone, invece, costringe al pagamento di un costo di attivazione variabile che nella maggior parte dei casi (in assenza di offerte speciali e sporadiche differenti) ammonta a 5€ al mese per 48 mesi. Stessa cosa di sopra.

Fastweb è l’unico che nella maggior parte dei casi non fa pagare costi di attivazione, tranne per l’offerta con Sky.

Infostrada (Wind Fibra) non si è ancora adeguata alla normativa e riporta ancora il costo del modem di 2 euro al mese per 48 mesi, così come 3fibra (sempre Infostrada)

Insomma, alla fine ci sono gli stessi costi e gli operatori hanno trovato un altro modo per farci pagare quello che spacciavano per modem libero.

Tuesday, 03 July 2018

Wikipedia oggi è oscurata. Agite ora per evitare che lo sia per sempre.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 13:13, Tuesday, 03 July 2018

Wikipedia, l’enciclopedia libera, si è auto-oscurata nella sua edizione italiana per protestare contro la riforma del copyright nel mercato unico digitale europeo

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.
Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.
La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).
Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.
https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet
La comunità italiana di Wikipedia

Questo è il testo integrale del comunicato, unica pagina visibile su Wikipedia in lingua italiana. Questo perché tutto ciò che è scritto nel comunicato è vero e la nuova riforma è distruttiva. Quindi, che aspettate ad agire?

Approfondite sull’apposita pagina informativa e poi contattate il vostro rappresentante all’europarlamento, su forza!

<figure></figure><figure></figure>

Fate sentire il vostro dissenso contro una riforma del copyright che crea enormi danni.

Wednesday, 30 May 2018

Software libero significa anche libertà di disporre completamente di ciò che si possiede

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 21:32, Wednesday, 30 May 2018

Microsoft ci ha tolto la possibilità di effettuare diverse modifiche a ciò che ci fornisce già bello e pronto, ma è davvero giusto nei confronti degli utenti?

Windows 10, l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft, è in continuo aggiornamento. Vengono aggiunte molte nuove funzionalità, sia utili che meno utili. Ci sono parecchie applicazioni e programmi identificabili come esclusive di questo nuovo sistema, come per esempio “Cortana”, “OneDrive”, “Xbox”, “Edge”, lo “Store”(anche se già presente da Windows 8) ed altre applicazioni del genere che sono state aggiunte nel tempo.

Qualcuno ci ha mai chiesto l’autorizzazione per installare queste applicazioni?

La risposta che mi darete è certamente no e pare anche che non sia dovuto farlo. Il problema fondamentale é: Microsoft ci dà la possibilità di rimuoverle?

Chiariamoci, non sto chiedendo che Microsoft ci dia la possibilità di cancellare l’esplora risorse, ma ci sono alcune applicazioni di funzionalità quantomeno dubbia di cui si potrebbe benissimo fare a meno, ma che non possiamo disinstallare.

Un esempio pratico? Da Cortana sino ad Edge (escludiamo lo Store giusto per, anche se non lo usa quasi nessuno). Non sono funzionalità essenziali per il buon funzionamento del dispositivo, né sappiamo solo cosa nel segreto facciano ed operino sui nostri computer (ricordiamo che stiamo usando quelle applicazioni “a fiducia”). Sappiamo solo che sono presenti. E, a dispetto di quanto possa sembrare, è una cosa non grave, di più. Perché sono cose che ci vengono calate dall’alto, anche servizi commerciali (ricordiamo Xbox e OneDrive), che non si possono rimuovere.

O meglio, magari si possono rimuovere. Anzi, si possono per certo rimuovere, ma con procedure lunghe, estenuanti e sopratutto non è lampante il sistema di rimozione. Perché comunque i file, i processi ed i servizi sono protetti (come nel caso di Cortana) oppure non si trovano neanche guide complete (mi è successo con OneDrive su 8.1).

Perché il Software Libero è l’unica alternativa a questa fine

Il Software Libero è l’unica alternativa a questo abominio che ci stiamo lasciando imporre dalla società di Seattle. Su una distribuzione Linux posso modificare anche l’interfaccia grafica buttando giù 4 comandi di terminale o posso cancellare qualsiasi programma preinstallato solo con il terminale (non serve andare nel registro di sistema e trovare una chiave dal nome strano, modificarne i permessi, aprire l’editor di policy ecc. ecc. ecc.).

Il Software Libero in quanto libero, inoltre, ci consente di scavare nel profondo della sua anima e carpirne ogni oscuro segreto senza problemi. Non ci sono programmi che agiscono nel silenzio e nel profondo.

Ora, lascio a voi le dovute conclusioni.

Purtroppo il Database del bot non può essere impostato (almeno sino ad ora) manualmente.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 21:14, Wednesday, 30 May 2018

Purtroppo il Database del bot non può essere impostato (almeno sino ad ora) manualmente. Provo però a vedere un po’ qual è la procedura manuale non-standard e cerco di pubblicare una parte bonus.

Tuesday, 15 May 2018

Il problema è che in internet non si trova nessuna traccia di ciò ed uno non si aspetta di essere…

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 09:27, Tuesday, 15 May 2018

Il problema è che in internet non si trova nessuna traccia di ciò ed uno non si aspetta di essere profilato della TV! (Bisogna cercare di informare)

Monday, 14 May 2018

Cookie, ADS a comparsa, canali TV che ti profilano: dove stiamo andando a finire?

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 16:20, Monday, 14 May 2018

<iframe frameborder="0" height="185" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?url=https%3A%2F%2Fplay.ht%2Farticles%2F25633fae2e3a&amp;src=https%3A%2F%2Fplay.ht%2Fembed%2F%3Farticle_url%3Dhttps%3A%2F%2Fmedium.com%2F_p%2Fbuoni-quei-biscotti-sulla-televisione-25633fae2e3a&amp;type=text%2Fhtml&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;schema=play" width="700">https://medium.com/media/32ef91f1bd5a3a345b480e07b8d764cf/href</iframe>

Buoni quei biscotti sulla televisione

Storie di canali televisivi che installano dei cookie sulle nostre televisioni smart, manco fossero dei siti web

Avranno pensato che visto che abbiamo una TV connessa ad internet sarebbe stato un peccato non sfruttare l’occasione. Ed ecco che andando a visitare il canale numero 9 del digitale terrestre mi appare questo avviso:

<figure></figure>

Mi è sembrata un’applicazione molto interessante della famigerata cookie law europea (in vigore dal 2014) ed ho deciso quindi di andare a dare una controllatina. Mi appare quindi la lista dei canali che fanno uso del servizio dell’azienda SmartClip, che consente agli inserzionisti di profilarci molto meglio come se il canale televisivo fosse una sorta di pagina web.

<figure></figure><figure></figure><figure><figcaption>Eccoli qui, direttamente dalla privacy policy</figcaption></figure>

La stessa azienda offre anche la possibilità di inserire annunci a “comparsa” che si possono anche espandere (come dei normali ads online).

Adesso ci dobbiamo preoccupare anche di chi ci profila tramite la TV e non solo di chi lo fa normalmente (che mi sembra già abbastanza)?


Cookie, ADS a comparsa, canali TV che ti profilano: dove stiamo andando a finire? was originally published in Il MedItaliano on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Sunday, 11 March 2018

Ciao, dovrebbe apparire una piccola scritta «modifica» accanto al nome del file, altrimenti prova a…

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 21:15, Sunday, 11 March 2018

Ciao, dovrebbe apparire una piccola scritta «modifica» accanto al nome del file, altrimenti prova a cliccare sopra il nome del file e dovrebbero apparire tutte le scritte

Sunday, 25 February 2018

Creare un bot Telegram senza saper programmare: la guida completa

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 12:59, Sunday, 25 February 2018

Hai mai sognato di farlo ma non avevi idea da dove iniziare?

Le 5 parti della guida completa per creare un bot Telegram in pochi semplici passi

<figure><figcaption>“Close-up of lines of code on a computer screen” by Ilya Pavlov on Unsplash</figcaption></figure>

ATTENZIONE! La guida Altervistabot è stata deprecata, per questo motivo l’uso ne viene sconsigliato e presto produrrò una nuova guida su un nuovo framework. Potete continuare comunque ad usarla senza alcuna garanzia e farmi qualsiasi domanda, se necessario :)

Oggi la tecnologia ci offre infinite possibilità, tra cui quella di creare un proprio risponditore automatico su diverse applicazioni di messaggistica. In questa “serie di guide” vedremo come creare un nostro “risponditore automatico” su Telegram, che viene detto in termini tecnici “bot”.

Esistono diverse soluzioni per creare un bot Telegram: ManyBot, Chatfuel e via dicendo sono delle soluzioni automatizzate che ti consentono di creare il tuo bot anche in modo abbastanza macchinoso ma che comunque riporteranno sempre il loro marchio sulla tua creazione e non saranno mai completamente sfruttabili al 100%.

Utilizzare un framework già preparato ti consente di ridurre di molto il tempo di programmazione, personalizzarlo al massimo e, perché no, avviarti nel mondo della programmazione.

E quindi senza aspettare altro tempo cominciamo a vedere le varie parti che compongono la guida:

Che aspettate allora? Andate subito a creare il vostro bot, iniziando dalla prima parte

Parte successiva >>>

Buon Bot a tutti!

<iframe frameborder="0" height="400" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%3Fas_embed%3Dtrue&amp;dntp=1&amp;url=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a&amp;image=https%3A%2F%2Fe.enpose.co%2F%3Fkey%3DdRXnS9Gplk%26w%3D700%26h%3D425%26url%3Dhttps%253A%252F%252Fupscri.be%252F833e1a%252F%253Fenpose&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=upscri" width="800">https://medium.com/media/860ab82ee5ea7250d2e417a279a0239e/href</iframe>

Tuesday, 20 February 2018

Come creare un bot Telegram con AltervistaBot parte 5 — farsi scrivere messaggi

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 17:49, Tuesday, 20 February 2018

Siete pronti ad essere invasi di complimenti? 😃

Avete sempre voluto ricevere messaggi tramite un bot che facesse anche altre cose? Eccovi accontentati

<figure><figcaption>““We like you too :)” written on a white brick wall” by Adam Jang on Unsplash Questa è leggermente più inusuale perché parliamo sempre di feedback.</figcaption></figure>

A sorpresa, una parte “bonus” di questa piccola-grande guida che ora diventa di 5 parti. Vedremo infatti una funzionalità molto richiesta ed utilizzata, quella di ricevere messaggi (“feedback”) dai propri utilizzatori e poter rispondere direttamente dal bot.

In AltervistaBot questa funzionalità è già inclusa grazie al file feedback.php, che però non può inviare messaggi al nostro account fin quando non lo configuriamo per bene.

Seguiamo questi semplici e piccoli passi.

1º passo: trovare il proprio ID

Prima di tutto, troviamo il nostro ID su Telegram che ci sarà molto utile nel passo successivo. L’ID infatti è un codice di identificazione univoco che viene assegnato ad ogni utente Telegram e rimane sempre uguale anche se cambia nome utente (ma non numero di telefono, attenzione!).

Per sapere qual è il nostro ID ci basta usare uno dei tantissimi bot che assolvono questo scopo.

Possiamo, per esempio, utilizzare @userinfobot. Apriamolo, avviamolo ed inviamogli un messaggio qualsiasi. Ci risponderà con un messaggio del genere.

@username
Id: 82247861
First: Nome
Last: Cognome
Lang: it

Copiamo il nostro ID e procediamo.

2º passo: modifichiamo il file

Apriamo quindi il file feedback.php nella cartella del nostro bot su altervista.org ed iniziamo a lavorare.

<figure><figcaption>In questa schermata è il quinto file</figcaption></figure>

Nell’editor troverete, all’inizio, una scritta del genere:

$admin_list = array(
$adminID, //questo lascialo
14924659,
);
//aggiungi altri eventuali admin

L’ID 14924659 è quello del secondo account del creatore di AltervistaBot e possiamo decidere anche di non lasciarlo per questioni di privacy.

Se decidiamo di non lasciarlo possiamo “disattivarlo” mettendogli due barrette accanto:

$admin_list = array(
$adminID, //questo lascialo
//14924659,
);
//aggiungi altri eventuali admin

Sotto, possiamo aggiungere il nostro ID, quello che abbiamo copiato prima dal messaggio.

Nel mio caso, per esempio, l’ID è 82247861. Lo copierò ed incollerò sotto quello disattivato e gli aggiungerò una virgola alla fine.

$admin_list = array(
$adminID, //questo lascialo
//14924659,
82247861
);
//aggiungi altri eventuali admin

Verrà in questo modo:

<figure></figure>

Possiamo aggiungere ID di altre persone sotto con lo stesso metodo, per esempio se abbiamo dei co-amministratori del bot.

3º passo: personalizzazione del testo del meccanismo

Una volta che abbiamo configurato l’ID possiamo personalizzare il testo del “meccanismo” che regola la ricezione e l’invio dei messaggi.

Se scorriamo più sotto, infatti, troviamo questo grande pezzo di codice che regola i messaggi che riceve l’utente e noi durante tutto il processo:

if(strpos($msg, "/feedback")===0 and $chatID>0)
{
$e = explode(" ", $msg, 2);
$text = $e[1];
if($text)
{
foreach($admin_list as $ad)
{
sm($ad, "#Feedback
<b>Utente:</b> $nome (@$username) [$userID]
<b>Messaggio:</b> ".$text."
<i>Per rispondere, rispondi a questo messaggio</i>");
}
sm($chatID, "Grazie per il Feedback.");
}else{
sm($chatID, "Per inviare un Feedback scrivi
<code>/feedback testo da inviare</code>");
}
}
if(strpos($replyText, "#Feedback")===0 and in_array($userID, $admin_list) and $msg)
{
preg_match_all("#\[(.*?)\]#", $replyText, $nomea);
$replyToID = $nomea[1][0];
sm($replyToID, "<b>Risposta al Feedback</b>
".$msg);
sm($chatID, "Inviato.");
}

Non vi preoccupate, la sua configurazione non sarà complessa. Iniziamo a dividerlo in pezzi più piccoli.

Personalizzazione del comando

Questa parte, che (se abbiamo configurato un solo ID extra e nascosto quello già presente) si trova dalla riga 16 contiene la gestione del comando scatenante del messaggio.

if(strpos($msg, "/feedback")===0 and $chatID>0)
{
$e = explode(" ", $msg, 2);
$text = $e[1];

Di base gli utenti possono mandare un messaggio scrivendo /feedback TESTO ma possiamo personalizzarlo impostando, al posto di feedback, ciò che vogliamo.

Per esempio, se volessimo che gli utenti utilizzino il comando /messaggio TESTO possiamo impostare la stringa così:

if(strpos($msg, "/messaggio")===0 and $chatID>0)
{
$e = explode(" ", $msg, 2);
$text = $e[1];

La parte che vedete in grassetto è quella da modificare ed è la sola per adesso: non modificate nient’altro!

if(strpos($msg, "/COMANDODAPERSONALIZZARE")===0 and $chatID>0)
{
$e = explode(" ", $msg, 2);
$text = $e[1];

Personalizzazione dei testi

if($text)
{
foreach($admin_list as $ad)
{
sm($ad, "#Feedback
<b>Utente:</b> $nome (@$username) [$userID]
<b>Messaggio:</b> ".$text."
<i>Per rispondere, rispondi a questo messaggio</i>");
}
sm($chatID, "Grazie per il Feedback.");
}else{
sm($chatID, "Per inviare un Feedback scrivi
<code>/feedback testo da inviare</code>
");
}
}

I testi che sono in grassetto sono quelli che vediamo noi. Per evitare eventuali problemi possiamo anche non modificarli e lasciarli così. Se sei davvero intenzionato a modificarli e non vuoi demordere 😃 puoi procedere in sicurezza modificando solo le parti racchiuse tra <b> e </b> e <i> ed </i>.

I testi in corsivo, invece, sono quelli che vede l’utente e possiamo personalizzarli a volontà ed inserire grassetti (racchiudendo il testo tra <b> e </b>), corsivi (racchiudendo il testo tra <i> ed </i>) e testi in “preformattato”, per intenderci simil-macchina da scrivere che si usa spesso per il codice (racchiudendo il testo tra <code> e </code>).

<figure><figcaption>Quello in blu è il testo preformattato come viene visualizzato su Telegram Desktop per Mac</figcaption></figure>

Grazie per il feedback. viene inviato ogni volta che l’utente invia correttamente il messaggio mentre Per inviare un feedback scrivi <code>/feedback testo da inviare</code viene visualizzato quando un utente scrive un comando per inviare i messaggi senza scrivere poi il testo del messaggio accanto. Il secondo va modificato se cambiamo il comando da /feedback a qualche altra cosa, come per esempio /messaggio, ed al suo interno include del testo preformattato (tra i tag <code>).

Questo viene inviato all’utente e contiene il testo Risposta al feedback in grassetto e poi il contenuto del messaggio. Possiamo eliminare risposta al feedback facendo attenzione a rimuovere solo il testo <b>Risposta al feedback</b> oppure a sostituirlo senza rimuovere le virgolette, per non causare problemi

sm($replyToID, "<b>Risposta al Feedback</b>
".$msg);

Questo messaggio viene invece visualizzato una volta che noi abbiamo risposto al messaggio tramite la procedura semplicissima elencata più avanti.

sm($chatID, "Inviato.");

È una semplice conferma secca: “Inviato” che non serve neanche personalizzare.

4º passo: rispondere ai messaggi

Una volta che gli utenti vi avranno inviato un messaggio scrivendo /feedback TESTO DEL MESSAGGIO oppure /comandochevoiavetescelto TESTO DEL MESSAGGIO, potrete rispondere direttamente dal vostro bot.

Se avrete configurato correttamente l’ID vi invierà un messaggio del genere direttamente in chat con voi.

<figure></figure>

Per rispondere vi basterà semplicemente rispondere al messaggio utilizzando la funzione risposta di Telegram (se siete da telefono, vi basterà tenere premuto il messaggio e cliccare rispondi, se siete da computer vi basterà fare click desto o equivalente e cliccare rispondi) e scrivere la risposta, che verrà immediatamente inviata.

A video vedrete una conferma semplicissima: “Inviato!”.

Questa vi confermerà che il messaggio è stato inviato correttamente e l’utente riceverà subito la risposta.

<<<Parte precedente

INDICE

Questo era forse davvero l’ultima parte della mia guida, anche perché penso che non ci sia più niente da aggiungere. Farò un indice completo di tutte le parti che aggiungerò in calce ad ognuna per rendere più agevole la navigazione (oltre a dei tasti indietro ed avanti).

Ci sentiamo presto con altri progetti e novità, non dimenticatevi di iscrivervi alla newsletter.

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Pubblicato con la licenza CC-BY-SA 4.0, tutto il codice qui presente è di proprietà di BruninoIt

Friday, 16 February 2018

Cose del futuro che sono davvero qui

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 17:35, Friday, 16 February 2018

“La tecnologia potrebbe distruggere l’umanità”

Ed i robot si aiutarono tra loro…

Oggi vedremo qualcosa di davvero impressionante. La Boston Dynamics sviluppa robot per applicazioni militari e ci ha regalato questa splendida perla:

<style>body[data-twttr-rendered="true"] {background-color: transparent;}.twitter-tweet {margin: auto !important;}</style><script charset="utf-8" src="https://platform.twitter.com/widgets.js"></script><script>function notifyResize(height) {height = height ? height : document.documentElement.offsetHeight; var resized = false; if (window.donkey && donkey.resize) {donkey.resize(height); resized = true;}if (parent && parent._resizeIframe) {var obj = {iframe: window.frameElement, height: height}; parent._resizeIframe(obj); resized = true;}if (window.location && window.location.hash === "#amp=1" && window.parent && window.parent.postMessage) {window.parent.postMessage({sentinel: "amp", type: "embed-size", height: height}, "*");}if (window.webkit && window.webkit.messageHandlers && window.webkit.messageHandlers.resize) {window.webkit.messageHandlers.resize.postMessage(height); resized = true;}return resized;}twttr.events.bind('rendered', function (event) {notifyResize();}); twttr.events.bind('resize', function (event) {notifyResize();});</script><script>if (parent && parent._resizeIframe) {var maxWidth = parseInt(window.frameElement.getAttribute("width")); if ( 500 < maxWidth) {window.frameElement.setAttribute("width", "500");}}</script>

Questo robot non solo ha imparato come aprire una porta, ma ha addirittura aiutato l’altro robot ad entrare attendendo sulla soglia e mantenendo aperta la porta, proprio come farebbe un essere umano quando vede qualcuno che sta per entrare. È una cosa di portata pazzesca e sicuramente proviamo tenerezza e stupore ma soprattutto paura.

«La tecnologia potrebbe distruggere l’umanità»
-Stephen Hawking

Potrebbe sembrarci esagerato questo pensiero, ma i fatti ci dimostrano che lo sviluppo della tecnologia sta facendo passi da gigante. Naturalmente questi sistemi non sono ancora in grado di «distruggere l’umanità» perchè non sono assolutamente dotati di pensiero autonomo e quindi si evolvono in base alla loro programmazione e sempre restando fedeli a quella (giusto per semplificare il concetto) ma la domanda che ci dobbiamo porre è: dove vogliamo arrivare un domani?

Vi lascio con un’interessante spunto di riflessione.

Ma se Atlas Droid dovesse arrabbiarsi? Il nuovo robot della Boston Dynamics è "umano" da far paura - Corriere TV

E se Atlas dovesse arrabbiarsi?

Aggiornamento: più inquietanti di sempre…

Ora sono capaci anche di riuscire ad ignorare un intervento fisico di un umano che tenta di ostacolarli o di romperli.

<style>body[data-twttr-rendered="true"] {background-color: transparent;}.twitter-tweet {margin: auto !important;}</style><script charset="utf-8" src="https://platform.twitter.com/widgets.js"></script><script>function notifyResize(height) {height = height ? height : document.documentElement.offsetHeight; var resized = false; if (window.donkey && donkey.resize) {donkey.resize(height); resized = true;}if (parent && parent._resizeIframe) {var obj = {iframe: window.frameElement, height: height}; parent._resizeIframe(obj); resized = true;}if (window.location && window.location.hash === "#amp=1" && window.parent && window.parent.postMessage) {window.parent.postMessage({sentinel: "amp", type: "embed-size", height: height}, "*");}if (window.webkit && window.webkit.messageHandlers && window.webkit.messageHandlers.resize) {window.webkit.messageHandlers.resize.postMessage(height); resized = true;}return resized;}twttr.events.bind('rendered', function (event) {notifyResize();}); twttr.events.bind('resize', function (event) {notifyResize();});</script><script>if (parent && parent._resizeIframe) {var maxWidth = parseInt(window.frameElement.getAttribute("width")); if ( 500 < maxWidth) {window.frameElement.setAttribute("width", "500");}}</script>

Disclaimer: questo non vuole essere un articolo scientifico ma solo uno sunto di riflessione per tutti quanti


Cose del futuro che sono davvero qui was originally published in barinformatico on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Saturday, 27 January 2018

Come creare un Bot Telegram con Altervista — parte 4

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 11:08, Saturday, 27 January 2018

Comandi inline? Un gioco da ragazzi.

<iframe frameborder="0" height="185" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?url=https%3A%2F%2Fplay.ht%2Farticles%2F5a5687efa1cb&amp;src=https%3A%2F%2Fplay.ht%2Fembed%2F%3Farticle_url%3Dhttps%3A%2F%2Fmedium.com%2F_p%2Fcome-creare-un-bot-telegram-con-altervista-parte-4-5a5687efa1cb&amp;type=text%2Fhtml&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;schema=play" width="700">https://medium.com/media/e3c3ac8a9f8d07eef26f9afed4ff0e27/href</iframe>

Ora che abbiamo visto come creare il guscio del nostro bot, come impostare i comandi e come personalizzare il guscio del nostro bot vediamo come impostare i comandi inline.

I comandi inline sono quei comandi che possono essere richiamati dall’utente in qualsiasi momento senza neanche aver avviato il bot, direttamente dalla tastiera mentre invia un messaggio, in qualsiasi chat, gruppo o canale.

<iframe frameborder="0" height="770" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fgiphy.com%2Fembed%2Fl1IBj7EUbOfLIpZde%2Ftwitter%2Fiframe&amp;url=https%3A%2F%2Fgiphy.com%2Fgifs%2Ftelegram-bots-inline-l1IBj7EUbOfLIpZde&amp;image=https%3A%2F%2Fmedia.giphy.com%2Fmedia%2Fl1IBj7EUbOfLIpZde%2Fgiphy-downsized-large.gif&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=giphy" width="435">https://medium.com/media/3f7b8cdd89781172dbdbf044158aa588/href</iframe>

AltervistaBot supporta i bot inline. Per abilitare i nostri bot ad eseguire comandi inline dobbiamo prima di tutto farlo su @BotFather digitando /setinline.

Poi, selezioniamo il nostro bot ed inviamo lo scopo dell’inline che viene visualizzato accanto al nome del nostro bot quando lo digitiamo (quello che nel video appare come Search Gif).

Per una limitazione del framework, non si terrà conto di ciò che scrive gli utenti ma appariranno automaticamente dei risultati indipendentemente da ciò che si scrive.

Appariranno quindi così:

<figure></figure>

Procediamo quindi a creare il nostro comando inline.

Apriamo in modalità modifica il file inline.php dove vediamo già degli esempi preimpostati.

array(
'type' => 'article',
'id' => 'kakfieokakfieofo',
'title' => 'Invia messaggio...',
'description' => "Premi qui 1",
'message_text' => "Questo appare: testo 1",
'parse_mode' => 'Markdown'
),

Il type deve rimanere sempre article (non ne esistono altri)

L’id è un testo casuale che identifica in modo univoco il comando inline e per questo più è casuale (lettere scritte a caso) meglio è.

Il title è il titolo, la parte superiore e meglio evidenziata (che nell’immagine è “Invia messaggio”)

La description è la descrizione del comando, che esce più piccola sotto il titolo. (Nell’immagine è “premi qui 1”)

Il message_text è quello che viene inviato quando si clicca un comando inline. Come vediamo dalla breve gif qui sotto il messaggio risulta inviato dal nostro profilo e sopra viene indicato via @usernamedelbot

<figure><figcaption>Breve gif che mostra l’invio di un messaggio inline</figcaption></figure>

Il message_text può essere formattato in modo particolare, utilizzando il Markdown. La stringa parse_mode ci consente di indicare, infatti, il modo nel quale vogliamo formattare il message text. Possiamo scegliere tra Markdown (quello già indicato) o HTML . Trovate qui la guida su come formattare. Per esempio, per ottenere del testo in grassetto con il markdown ci basta metterlo tra due asterischi (*testo*) mentre per ottenerlo in corsivo lo dobbiamo mettere tra due underscores (_testo_). Per l’HTML, invece, dobbiamo utilizzare i comandi tipici dell’HTML. Al link che vi ho indicato prima trovate la guida ufficiale di Telegram su come formattare.

Facendo un esempio concreto, se volessi creare un comando inline che ha per titolo “Ciao”, per descrizione “Clicca qui!” e per testo “Entra nel gruppo: telegram“ farei (inventandomi un ID casuale):

array(
'type' => 'article',
'id' => 'daojdsasdjasdjads',
'title' => 'Ciao',
'description' => "Clicca qui!",
'message_text' => "*Entra nel gruppo*: _telegram_",
'parse_mode' => 'Markdown'
),

Vi ricordo, prima di salutarci, di inserire il tutto prima della parentesi finale, appena sotto //altre righe eventuali (anche se avete cancellato le precedenti vi consiglio di lasciarlo per comodità).

<figure><figcaption>Esattamente lì sotto, così come vi ho fatto vedere e come c’è scritto negli esempi</figcaption></figure>

Se avete domande, non esitate a scrivermele nei commenti. Spero che questa ultima parte della guida vi sia piaciuta. Tra qualche giorno pubblicherò un ultimo articolo riepilogativo con i link a tutte le guide.

NOTA: Abbiamo trattato ampiamente delle funzioni di questo framework (certo, potrà essermene sfuggita qualcuna) ma potrebbero sempre uscire a breve degli aggiornamenti che vadano a risolvere alcune problematiche e molto probabilmente questi aggiornamenti potrebbero modificare alcune delle procedure elencate in questa serie di guide. In questo caso, pubblicherei comunque un articolo che spiega la nuova procedura oppure aggiungerei alla guida stessa una nota.

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<iframe frameborder="0" height="400" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%3Fas_embed%3Dtrue&amp;url=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%2F&amp;image=https%3A%2F%2Fe.enpose.co%2F%3Fkey%3DdRXnS9Gplk%26w%3D700%26h%3D425%26url%3Dhttps%253A%252F%252Fupscri.be%252F833e1a%252F%253Fenpose&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=upscri" width="800">https://medium.com/media/a6d0e1cf5cbd84cefe3b2b4c2416724b/href</iframe>

Articolo pubblicato sotto licenza CC-BY-SA 4.0, tutto il codice elencato appartiene a Bruninoit e non è sotto licenza libera.

Saturday, 23 December 2017

Creare un bot su Telegram— parte 3

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 16:01, Saturday, 23 December 2017

Come personalizzare il proprio bot su Botfather

Dopo un mese di attesa (e mi scuso per questo), ecco l’attesa terza parte della guida completa per creare un bot su Telegram. Prima di continuare, vi passo le altre due parti della guida per chi se le fosse perse (non sono uscite davvero a Giugno, sono uscite a Novembre, è un errore di Medium): prima parte, seconda parte.

Questa parte non è fondamentale ma è importante per chi vuole un bot che abbia anche un profilo completo. Vedrete nel video come personalizzare nome, immagine, descrizioni e suggerimenti dei comandi. Se non è chiara qualcosa fatemelo sapere.

<iframe frameborder="0" height="480" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fembed%2FWNK4qwIEF84%3Ffeature%3Doembed&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DWNK4qwIEF84&amp;image=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FWNK4qwIEF84%2Fhqdefault.jpg&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=youtube" width="854">https://medium.com/media/38e2c9ac8755a46303b85583d742b1b7/href</iframe>

La prossima parte, che spero esca prima del previsto, riguarderà i comandi inline del nostro bot.

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Sunday, 19 November 2017

Ha vinto Minix

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 20:36, Sunday, 19 November 2017

«L’Intel Management Engine è certamente una backdoor»²

La strana storia di Minix, Intel, Tanenbaum, tutti i computer con Intel prodotti dal 2008 e la nostra privacy

<figure><figcaption>© Licenza CC-BY- EFF.ORG</figcaption></figure>
«Io continuo a ritenere che progettare un kernel monolitico nel 1991 sia un errore fondamentale. Ringrazi che non è mio studente. Non avrebbe preso un voto alto per tale progetto»
–Andrew Stuart Tanenbaum¹
<figure><figcaption>Sticker abbastanza popolare, fair-use</figcaption></figure>

Arrivo in ritardo con questo titolo, volutamente provocatorio, per parlare della vicenda del sistema operativo nascosto nei chipset Intel, ma ho deciso di prenderla molto alla larga.

La storia di Minix

Andrew Stuart Tanenbaum è un informatico che ha sviluppato il sistema operativo Minix (che è in sviluppo ancora oggi) e che ha avuto un aperto contrasto con Linus Torvalds, subito dopon l’annuncio del Kernel Linux, dichiarando la superiorità di Minix.

Sappiamo tutti benissimo come sia andata, oggi Linux ha ampiamente superato Minix dal punto di vista di utilizzo.

Intel lo utilizza segretamente in tutti i computer con i suoi processori dal 2008. Immaginate quanti computer con processori Intel sono stati prodotti dal 2008.

Dal 2008 noi utenti Intel siamo anche tutti utenti Minix! E soprattutto, Minix ha vinto. Ora è usato più di Linux.

La vicenda vera e propria

Come vi ho anticipato prima, Intel ha installato nel “Ring -3” Minix con sopra un webserver e dandogli accesso completo al file system ed alla rete (anche se c’è un firewall di sistema).

Minix sui processori Intel ha uno scopo ben dichiarato: Intel Management Engine, un sistema per la gestione remota dei server.

Sia EFF che altri hanno espresso dubbi sul fatto che Intel abbia accesso completo ai nostri dati a suo piacimento e sulla sua possibilità di poter violare a suo piacimento la nostra privacy.

La questione non è nuova e se ne parlava anche nel 2016 ed erano stati espressi gli stessi dubbi e perplessità.

L’Intel Management Engine è una backdoor? Sì, certamente, secondo la definizione di Backdoor.²
Jack Wallen

Google ha attivato le procedure per disattivare il tutto.

Infatti è possibile disattivare e rimuovere e sarebbe anche consigliabile:

Neutralize ME firmware on SandyBridge and IvyBridge platforms

La risposta di Tenenbaum

Tanenbaum, creatore di Minix di cui parlavamo prima, ha dichiarato ufficialmente di non saperne niente e di aver parlato con Intel per un possibile utilizzo del suo sistema (avendo anche modificato alcune parti e fornito dettagli tecnici).

Ha pubblicato, quindi, una lettera aperta al CEO di Intel nella quale indica le sue perplessità ed in un’aggiunta successiva dice che solo il proprietario del computer dovrebbe averne il controllo³ (e nessun’altro, né Intel né governi).

Il risultato

Oltre alle possibili implicazioni per la privacy che questo cattivo utilizzo di Minix potrebbe avere, c’è anche un’implicazione tangibile che ha già avuto: quella delle falle di sicurezza.

Ebbene, già a Maggio 2017 c’è stata una falla di sicurezza che derivava da Management Engine solo per i server. Chi ci dice che non ci saranno problemi anche per i computer home?

Tutti siamo coinvolti, utenti di Windows, macOS e Linux. Intel, come ti giustifichi?

Note

  1. Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Stuart_Tanenbaum per saperne di più
  2. L’autore si riferisce alla definizione in inglese data dalla Wikipedia in Inglese (vedi https://en.wikipedia.org/wiki/Backdoor_(computing). La frase è stata presa dall’articolo originale.
  3. Cosa assolutamente buona e giusta, con cui concordo. Il software libero vuole dare ridare proprio quella libertà che via via le case produttrici stanno togliendo (o cercando di togliere).

Ha vinto Minix was originally published in barinformatico on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Wednesday, 08 November 2017

Anche io, interessato a Meditaliano. Ottima idea.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 13:08, Wednesday, 08 November 2017

Anche io, interessato a Meditaliano. Ottima idea.

Wednesday, 01 November 2017

Adozione di lettori PDF liberi nelle Amministrazioni Pubbliche Regionali (quinto monitoraggio)

Tarin Gamberini | 08:56, Wednesday, 01 November 2017

Il seguente monitoraggio mostra che, nell'ultimo semestre, otto Regioni italiane hanno ridotto la pubblicità di lettori PDF proprietari sui loro siti web, e che una regione italiana ha aumentato il supporto ai lettori PDF Software Libero.

Continue reading →

Saturday, 28 October 2017

Ottima storia davvero, con riferimenti storici completi e precisi.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 19:00, Saturday, 28 October 2017

Ottima storia davvero, con riferimenti storici completi e precisi. Veramente bellissimo, anche se non ho capito il titolo.

Thursday, 26 October 2017

Windows Phone è morto. Confermato.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 19:44, Thursday, 26 October 2017

Ho appreso qualche giorno fa, con molto disappunto, la notizia della morte del caro Windows Phone. Ebbene sì, l’amato/odiato sistema operativo di casa Microsoft, erede di Windows CE, è stato abbandonato dalla stessa casa madre.

Non è una novità che alla Microsoft snobbassero il loro sistema operativo mobile, tant’è che avevano rimosso tutti i telefoni Windows Phone dallo store ufficiale.

Bill Gates, in un’intervista, ha detto chiaramente che è passato ad un Samsung Galaxy S8 “pieno di roba Microsoft”, probabilmente la Microsoft Edition venduta nei Microsoft Store .

Bill Gates now uses an Android phone

È chiaro che il nemico di Microsoft non sia Google. Basti pensare che le app Microsoft per Android spopolano, vedi Arrow Launcher che è diventato Microsoft Launcher.

Secondo alcuni, l’acerrimo nemico di Microsoft è Apple, tant’è che in casa Gates «sono vietati i dispositivi Apple» anche se i figli e Melinda Gates ne desiderano uno.

Vedremo gli sviluppi della situazione, comunque è stato confermato il supporto per gli aggiornamenti che differiscono dall’introduzione di nuove funzionalità.

Eppure Microsoft aveva tanto puntato sui Windows Phone acquistando per 7,1 miliardi la divisione telefoni, per rivendere una parte (quella dei feature phone, come il nuovo Nokia 3310) per soli 340 milioni.

Con quest’annuncio si chiude un piccolo sassolino della storia della telefonia mobile. Addio Windows Phone e grazie per tutto il pesce.

Il lento degradare di Windows Phone nel tempo

Ma quali sono i motivi che hanno portato Microsoft a questa scelta?

<figure><figcaption>2017 © Statista, diritti riservati, fair use</figcaption></figure>

Come possiamo osservare da questa statistica, Windows Phone ha avuto la sua massima espansione nel Q4 2013 ed ha incominciato via via a declinare con qualche punta un po’ più alta fino ad arrivare al Q4 2016 con lo 0,3% del mercato (praticamente niente).

Windows Phone e Android in gran spolvero nel Q4 2013, iOS in declino ovunque! - HDblog.it

Infatti nel settembre 2013, visti anche i risultati, è stato stipulato il famoso accordo tra Microsoft e Nokia per la cessione della divisione dispositivi mobili.

Poi, come ben sappiamo, i dispositivi Windows Phone sono stati rimossi dallo store.

Comunque, non è stata ancora posta la parola fine a questa vicenda, è tutto da vedere.


Windows Phone è morto. Confermato. was originally published in barinformatico on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Sunday, 08 October 2017

Configurare un gateway tra IRC e Telegram

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 10:26, Sunday, 08 October 2017

Guida completa in italiano per utilizzare Teleirc

<iframe frameborder="0" height="480" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fembed%2FKIKwLOaXptY%3Ffeature%3Doembed&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DKIKwLOaXptY&amp;image=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FKIKwLOaXptY%2Fhqdefault.jpg&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=youtube" width="854">https://medium.com/media/89473588ff22010c21d1d6b97f44239b/href</iframe>

Ecco come creare un gateway di collegamento tra IRC (sistema per chattare che ha avuto un boom un po’ di anni fa) e Telegram (app di messaggistica nata nel 2013).

Può esserci utile nel caso in cui abbiamo un canale IRC ed uno Telegram sullo stesso argomento/per lo stesso progetto e non vogliamo disperdere messaggi tra i due.

Per questo tutorial utilizzeremo Teleirc di FruitieX, anche se ci sono diversi fork e versioni (come quello di RITlug).

FruitieX/teleirc

Per questa guida (e videoguida allegata) utilizzeremo Ubuntu 16.04 LTS su un Droplet di DigitalOcean. Utilizzando questo link avrete 10$ di credito se vi iscrivete per la prima volta.

Registriamoci, clicchiamo “Create droplet” e selezioniamo i dettagli.

Passaggi preliminari

Prima di tutto, installiamo node.js. Utilizziamo il nostro package manager. Questa qui è una guida che spiega come installarlo su tutti i sistemi.

In questo articolo spiegheremo solo come fare su Debian e derivati (vedi Ubuntu) e per Enterprise Linux e Fedora.

Per Debian e derivati

Diamo i due comandi:

curl -sL https://deb.nodesource.com/setup_6.x | sudo -E bash -
sudo apt-get install -y nodejs

Solo su Ubuntu è necessario dare questo comando (a detta della guida ufficiale) che potrebbe anche non funzionare (ho testato e ci sono problemi):
sudo apt-get install libicu-dev

Per Enterprise Linux e Fedora

Diamo inizialmente il comando:

curl --silent --location https://rpm.nodesource.com/setup_6.x | sudo bash -

Dopo installiamo con sudo yum -y install nodejs

Verifica dell’installazione

Per controllare di averli installati correttamente, verifichiamo la loro effettiva presenza:

node -v
npm -v

Aggiornamento di NPM

Nonostante sia installato automaticamente con Node.js, può essere utile aggiornare NPM all’ultima versione visto che comunque è un progetto separato.

npm install npm@latest -g

Installazione di Teleirc

Installiamo Teleirc digitando sudo npm install -g teleirc

Subito dopo creiamo il file di configurazione teleirc --genconfig, se ci sono problemi in questa fase usiamo il fixme dell’autore digitando mkdir ~/.teleirc

Problemi supplementari

Computer: macchina progettata per velocizzare e automatizzare gli errori.
–Anonimo

Ebbene, durante l’installazione di teleirc possono verificarsi degli errori, uno di questi riguarda node-gyp. Se vi capita un errore del genere, seguite la procedura:

Aggiornamento di Node.js e npm

sudo npm cache clean -f
sudo npm install -g n
sudo n 4.4.5
sudo npm install npm -g

Rimozione di moduli node-gyp addizionali

sudo npm uninstall node-gyp -g
sudo npm uninstall node-gyp

(Grazie Kala725, soluzione presa da lui qui.)

Configurazione di Teleirc

Se siamo riusciti ad eseguire l’installazione senza problemi procediamo ad eseguire la configurazione.

Creazione e configurazione del bot Telegram

Prima di tutto creiamo il bot su BotFather. Creiamo il nostro bot digitando /newbot e seguendo la procedura. Poi copiamo il token ricevuto nel messaggio ed incolliamolo nel file di configurazione che vedremo in questo passaggio.

Trovate qui un video su come personalizzarlo mentre qui un elenco già pronto di comandi da impostare (basta copiare ed incollare) quando si fa /setcommands.

Poi digitiamo /setprivacy, scegliamo il nome del nostro bot e clicchiamo Disable. In questo modo consentiremo al nostro bot Telegram di leggere i messaggi che inviamo nel gruppo e di inviarli a teleirc.

Configurazione di Teleirc

Facciamo cd ~/.teleirc ed apriamo dal nostro editor di testo preferito (io uso nano) il file config.js.

Per comodità ecco il comando nano config.js.

A questo punto ci ritroveremo con questo file di base di nome config.js, questa è una mia traduzione dei commenti fatta sulla base dell’ultima versione. Vi consiglio di guardare sempre il repository ufficiale per la versione aggiornata.

<iframe frameborder="0" height="0" scrolling="no" src="https://medium.com/feed/@ferdi2005" width="0">https://medium.com/media/4ef35c7bb4b367263cae996642bf237c/href</iframe>

Una volta che abbiamo configurato correttamente il bot, salviamo il file ed eseguiamo il comando teleirc. Finalmente, dopo tante peripezie, abbiamo fatto partire questo bot.

Vedrete entrare il bot con l’username che gli avete dato nel canale IRC che avete impostato.

Ma non è finita qui!

In alcuni casi, il bot potrebbe non aver acquisito correttamente il chatID del nostro gruppo e potrebbe richiederlo insistentemente su IRC. In questo caso dobbiamo inviare un messaggio qualsiasi sul nostro gruppo Telegram preferibilmente menzionando il bot utilizzando @usernamedelbot (quello che abbiamo impostato su BotFather).

Una volta aver visto il primo messaggio recapitato e nessun segnale controverso durante la sessione SSH (quindi vedendo solo uno spazio vuoto sotto al processo senza altri interruzioni e senza possibilità di eseguire altri comandi).

GNU screen

Ma se si chiudesse la sessione SSH? In questo caso non avremmo la possibilità di mantenere attivo il bot. Ci viene in aiuto GNU screens, ottimo strumento.

Digitiamo screen e subito dopo premiamo invio (ci uscirà una schermata di presentazione). Infine si aprirà una normalissima finestra SSH. Lì potremo digitare tutti i comandi che vogliamo che rimarranno in esecuzione anche dopo la chiusura del terminale (Attenzione! Chiudete il terminale, non killate la sessione)

Per recuperare la sessione basta digitare screen -r mentre per recuperare un elenco delle sessioni (per poi recuperarle se sono più di una) basta digitare screen -ls.

Con il riavvio le sessioni però si interromperanno.

Per questo motivo potete provare un servizio (da posizionare in /etc/systemd/system ) ma non vi garantisco niente. Trovate un esempio dell’autore qui. Io ci ho rinunciato ormai e uso l’ottimo screens.

Note finali

Vi consiglio di leggere attentamente queste note finali perché contengono alcune informazioni importanti.

Per accedere al gruppo di supporto del Teleirc che stiamo usando noi basta digitare teleirc --join-tg .

Le prime volte che utilizziamo Teleirc è molto utile usare teleirc -vvv per vedere un debug di quello che succede e degli eventuali problemi sorti in modo da poterli risolvere meglio.

Se qualcosa può andar male, andrà male.
Legge di Murphy

È importante non killare il processo forzatamente ma solo con CONTROL+A altrimenti il webserver rimarrà in ascolto e sarà impossibile riprendere teleirc se non con un riavvio del sistema.

Cosa importantissima, se riscontrate dei malfunzionamenti di qualsiasi tipo che riguardano l’invio dei messaggi da Telegram a IRC (Telegram =>IRC) vi consiglio di togliere e riaggiungere il bot (dopo aver verificato l’effettivo accesso ai messaggi come impostazione per la privacy)rAltra cosa importante, se non gradite che vengano caricate le immagini sul server, potete far sì che vengano caricate su Imgur, trovate una guida ufficiale qui. Se quest’articolo sarà servito a qualcosa (fatemi sapere nelle risposte) molto probabilmente creerò anche io una miniguida per utilizzare Imgur collegato a questo bot.

Tramite regex è possibile configurare quali messaggi devono essere inviati a IRC da Telegram (e viceversa) e quali no. Trovate l’opzione alla fine del file di configurazione.

Grazie a tutti dell’attenzione, non dimenticatevi di mettermi un clap (solo se volete :-D) e di iscrivervi alla mia newsletter!

<iframe frameborder="0" height="400" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%3Fas_embed%3Dtrue&amp;url=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%2F&amp;image=https%3A%2F%2Fe.enpose.co%2F%3Fkey%3DdRXnS9Gplk%26w%3D700%26h%3D425%26url%3Dhttps%253A%252F%252Fupscri.be%252F833e1a%252F%253Fenpose&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=upscri" width="800">https://medium.com/media/a6d0e1cf5cbd84cefe3b2b4c2416724b/href</iframe>

Fatemi sapere nei commenti come è andata e se avete avuto problemi.


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Wednesday, 27 September 2017

Infatti io approfitto dello sconto studenti del 50% :)

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 15:44, Wednesday, 27 September 2017

Infatti io approfitto dello sconto studenti del 50% :)

Comunque, trovi (elenco delle App più costose)

  • Aeon Timeline (50 euro)
  • Disk Drill (89 euro)
  • Tutti i software della MacPaw
  • Merlin Project Express ($29.00/anno)
  • Pagico (50 euro)
  • XMind (129 dollari)
  • ma soprattutto, la più discussa di tutte (sai meglio di me quanto costa) ULYSSES.

Inoltre ci sono moltissime altre applicazioni di diverso tipo e ne aggiungono di nuove ogni volta.

Ecco come i registrar chiedono cifre esorbitanti per il rinnovo di un dominio

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 13:45, Wednesday, 27 September 2017

Ecco perché ho pagato un dominio 88 centesimi ed ora vogliono 50 euro per rinnovarlo una volta che è stato avviato.

Il tutto incomincia alle 18:00 del 25 agosto. Sono andato su un sottodominio del mio sito (mait.tech) per creare un nuovo progetto ed ho trovato una pagina di cortesia di Namecheap (il mio registrar) con tanta pubblicità.

Ma andiamo per ordine: un registrar è un’azienda che vende i domini internet (soprattutto online ma non è detto). Paga al registro, che tiene l’elenco di tutti i domini internet, una tariffa a forfait (di solito 1000 euro) per registrare un numero definito (da un accordo tra i due) di domini. Ogni TLD, che sarebbe l’estensione del dominio internet (tipo .it, .com, .org, .net), ha un suo registro dedicato anche se un’azienda potrebbe essere l’affidataria di più TLD.

L’ICANN è un ente internazionale (sotto il controllo del Dipartimento del Commercio degli USA) che si occupa di decidere quali devono essere i nuovi TLD.

Ritornando alla nostra storia, mi sono ricordato che il mio dominio scadeva il 23 agosto ed ho scoperto che è entrato nel grace period, chiamato autoRenewPeriod dall’ICANN, che va dalla scadenza a 20 giorni dopo di essa. Il registrar anticipa i soldi del rinnovo al registro che gli vengono restituiti nel caso il registrante non rinnovasse il dominio.

Ho aggiunto il dominio nel carrello per il rinnovo, ma ho scoperto la dura verità: il rinnovo costa ben 40 euro. Io, per acquistare il dominio, ho pagato 88 centesimi.

Nella schermata di acquisto era presente solo un riferimento al prezzo originale ma non era indicato chiaramente che bisognasse pagare così tanto per rinnovare il dominio.

<figure><figcaption>Oggi acquistare un dominio .tech da Namecheap osta circa 4 euro</figcaption></figure>

Allora ho contattato l’assistenza, che mi ha detto che «è impossibile ottenere il dominio ad un prezzo minore». Ho provato a seguire la procedura per trasferire il dominio, ma quando provavo a richiedere il codice di autorizzazione per il trasferimento mi rimandava alla pagina principale.

La procedura è stata fatta manualmente dall’assistenza che mi ha mandato una mail poco dopo con l’authcode (il codice di autorizzazione per trasferire il dominio).

Mi sono messo, quindi, alla ricerca di un registrar che offrisse un prezzo conveniente per un nome di dominio .tech, un TLD abbastanza particolare e non molto diffuso.

Ho trovato su GoDaddy una promozione che offriva domini .tech a 10 euro ma mi sono accorto che nella promozione (valida solo per il primo anno, come sempre) non erano compresi i trasferimenti.

Ho contattato l’assistenza telefonica che mi ha detto che i domini .tech hanno questo prezzo stabilito dal registrar che ammonta addirittura a 70 euro e che le offerte sono valide solo per la prima registrazione (come scritto nella pagina). Per questo motivo non mi avrebbe potuto praticare un prezzo scontato (che avrebbe potuto farmi per altri servizi).

Allora ho pensato di attendere la scadenza del dominio e di ri-registrarlo una volta scaduto, ma ho scoperto che i tempi sono lunghissimi: ben 20 giorni per la scadenza del grace period e 80–120 giorni per la cancellazione del dominio. In questo periodo c’è un’asta sul dominio (che potrebbe essere vinta da qualcuno). Secondo Namecheap nella maggior parte dei casi l’asta termina con successo.

Durante il periodo dell’asta il registrante può ancora recuperare il dominio pagando una tassa di rimborso.

Ho scritto all’assistenza per chiedere se si potessero accelerare i tempi ma mi hanno detto di no.

Perché sarebbe una presa in giro?

Nelle operazioni commerciali dei registrar non viene molto pubblicizzato il fatto che quello è un prezzo valido solo per il primo anno.

Dopo aver registrato un dominio a quel prezzo molto vantaggioso possono essere fatte proposte di rinnovo ad un prezzo molto più alto del prezzo pagato all’inizio. Vi faccio altri esempi di situazioni che mi sono capitate.

Con GoDaddy, due domini me li fecero pagare 6 euro l’uno. L’anno dopo mi proposero un rinnovo a 15 euro.

Con Register.it, invece, acquistai due domini .info a 90 centesimi l’uno. L’anno dopo mi proposero il rinnovo a ben 35 euro. Qui trovate il listino prezzi che testimonia i prezzi di rinnovo esorbitanti (sul sito trovate le promozioni).

Ancora con Register.it acquistai altri due domini (uno .it ed uno .info) a prezzi bassissimi (non ricordo quanto, ma non superavano i 10 euro totali). L’anno dopo mi proposero il rinnovo a 35 euro. Oggi quei domini sono ancora in stallo e sto aspettando la cancellazione.

Di nuovo con Register.it acquistai un dominio .it a 2 euro. L’anno dopo mi proposero il rinnovo ai soliti 35 euro, ma un amico mi consigliò un espediente che mi fece risparmiare e mi fece pagare il rinnovo 9 euro.

Basta trasformare il dominio standard (che ha funzioni, spesso inutili, come un piccolo spazio hosting di pochi MB) in un dominio express che ha il costo di 9 euro.

La procedura è semplice, bisogna recarsi nella schermata di cancellazione del dominio e fare per cancellare, subito il sistema proporrà la trasformazione in express.

Una nota positiva di Register.it è l’assistenza, che ha subito rimborsato un rinnovo automatico non voluto (a 50 euro, per un dominio pagato 10).

La prossima volta che comprate un dominio, vi consiglio di stare attenti a queste tariffe esorbitanti. Ho trovato OVH.it che propone buoni prezzi di rinnovo ma devo valutarlo approfonditamente.

Ma come è continuata la vicenda?

Il dominio è ancora in attesa, è molto probabile che venga venduto (è di sole 4 lettere, quindi molto appetibile). In questo modo perdo un link di riferimento che ho distribuito per molto tempo in giro. Sto valutando molte altre alternative.

Se vuoi seguirmi, ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter, che rimarrà sempre lì dove sta :-). In questo periodo l’ho un po’ trascurata un po’ per colpa di questi problemi un po’ per colpa di altri, ma riprenderò a pubblicare in brevissimo tempo.

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Grazie per aver letto il mio articolo! Se ti è piaciuto lascia qualche clap.


Ecco come i registrar chiedono cifre esorbitanti per il rinnovo di un dominio was originally published in Il MedItaliano on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Io ho risolto il problema utilizzando SetApp.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 13:06, Wednesday, 27 September 2017

Io ho risolto il problema utilizzando SetApp. Pago un solo abbonamento mensile per avere più di 70 applicazioni con inclusi tutti gli acquisti in-app possibili ed immaginabili, con possibilità di disabbonarmi quando comincerà a dare problemi (come quelli descritti).

Naturalmente è solo per Mac.

Tuesday, 26 September 2017

Beh, se è per questo anche nel settore Desktop è in crescita (vedi statistiche linkate).

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 11:32, Tuesday, 26 September 2017

Beh, se è per questo anche nel settore Desktop è in crescita (vedi statistiche linkate).

Anche io, fortemente combattuto.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 11:27, Tuesday, 26 September 2017

Anche io, fortemente combattuto. Visualizzazioni pessime, claps individuali ancora di meno. Ho degli articoli pronti ma aspetto a pubblicarli per vedere come va la situazione. Finché ci sarà qualcuno a leggerci, ma non credo ormai.

Saturday, 23 September 2017

Peccato, peccato veramente.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 16:30, Saturday, 23 September 2017

Peccato, peccato veramente. Questa piattaforma in italiano sta lentamente morendo anche se inizialmente era veramente un bel posto. Forse anche io a breve mi trasferirò da un’altra parte, ma l’editor di Medium continuerà ad essere sempre il mio preferito. La sua semplicità mi tira le parole e riesco a scrivere tanto in poco tempo.

Speriamo che Ev Williams voglia considerare di cambiare rotta e rendere Medium di nuovo una piattaforma multilingua, magari traducendo anche l’interfaccia.

Continuerò a seguirti sul sito (anche se mi risulterà più scomodo, visto che con Medium ritrovavo tutto in un unico digest) ed a seguirti qui su Medium per il tuo blog personale.

Buona fortuna.

P.S. Una newsletter renderebbe molto più comode e facili le cose :)

Tuesday, 12 September 2017

Ecco i 5 consigli fondamentali per costruire un buon progetto

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 11:46, Tuesday, 12 September 2017

Che si voglia pubblicare un libro, aprire un sito web o un forum è necessario avere un buon seguito di utenti. Ecco come fare.

Tuesday, 05 September 2017

Noi proviamoci e cerchiamo di attrarre utenti, poi vedremo.

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 12:52, Tuesday, 05 September 2017

Noi proviamoci e cerchiamo di attrarre utenti, poi vedremo. Potremo chiamarla italiani, ho bloccato il nome come pubblicazione.

Poi vedremo la loro reazione.

Mi sembra assolutamente impossibile che una persona (o un gruppo di persone) come Satoshi Nakamoto…

Stories by Ferdinando Traversa on Medium | 12:44, Tuesday, 05 September 2017

Mi sembra assolutamente impossibile che una persona (o un gruppo di persone) come Satoshi Nakamoto che si è/si sono mantenute nascoste per anni non abbiano utilizzato i metodi di crittografia e di anonimizzazione che ci sono messi a disposizione. Quindi non credo a queste rivelazioni.

Io sarei indifferente al fatto che Sathoshi Nakamoto sia uno pseudonimo per i servizi segreti russi o cinesi. Non credo comporterebbe qualcosa. Anzi! Sarebbe una buona volta che questi servizi segreti fanno qualcosa di buono.

Monday, 01 May 2017

Adozione di lettori PDF liberi nelle Amministrazioni Pubbliche Regionali (quarto monitoraggio)

Tarin Gamberini | 08:30, Monday, 01 May 2017

Il seguente monitoraggio mostra che, nell'ultimo semestre, nove Regioni italiane hanno ridotto la pubblicità di lettori PDF proprietari sui loro siti web, e che una regione italiana ha aumentato il supporto ai lettori PDF Software Libero.

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